Mini Rugby

Dai quattro ai dodici anni, a mini rugby giocano tutti! Per ogni taglia, peso, altezza… esiste uno spazio, una possibilità di partecipare al gioco.
MINI RUGBY

IL MINI RUGBY E I BENEFICI

Requisiti per giocare a mini rugby: avere dai quattro ai dodici anni (categorie Under 6, Under 8, Under 10 e Under 12); avere molta voglia di divertirsi in campo – durante le partite e gli allenamenti – e fuori, durante il Terzo Tempo.

Come funziona il gioco?

La semplicità è alla base del gioco, che per essere praticato inizialmente non richiede l’apprendimento di gesti tecnici particolari: un bambino corre con la palla in mano, può passarla ai suoi compagni dietro di sé (mai in avanti), superata la linea di meta la posa a terra per marcare il punto. I suoi avversari cercheranno di fermarlo placcandolo in modo corretto (niente spinte, calci, sgambetti) per rubargli la palla e correre verso la meta. L’avversario senza palla non può essere placcato. La palla, almeno nelle categorie minori, non può essere calciata. Non esiste la mischia del rugby, ma possono formarsi degli assembramenti spontanei attorno al pallone.

Il contatto è un elemento fondamentale del gioco: con i compagni e gli avversari nella spinta, e col terreno.

Prima dell’inizio della gara, le squadre si schierano l’una a fianco dell’altra e si salutano con un hip hip hurrà reciproco. La stessa cosa fanno al termine della partita, dopo essersi stretti la mano a vicenda.



Cos’è il Terzo Tempo

nel cosiddetto Terzo Tempo, un momento conviviale che caratterizza imprescindibilmente questo sport a qualsiasi livello, le squadre mangiano assieme. Avversari in campo nei due tempi di gioco, nel Terzo Tempo i bambini si  mischiano con quelli che erano gli avversari e ora sono diventati nuovi amici. Lo stesso avviene tra gli adulti che seguono gli incontri. È frequente che nei tornei i genitori attrezzino aree ristoro con gazebo e tavolate, anche molto pittoresche, che divengono punto di riferimento per tutto il club. Il mini rugby è uno sport davvero divertente per i bambini… e assai coinvolgente per i genitori.






MINI RUGBY

I BENEFICI

Il mini rugby è lo sport di squadra per eccellenza. La dinamica del gioco impone la collaborazione, il sostegno: il portatore di palla, il giocatore più avanzato, braccato dagli avversari, se non ha dietro di sé i suoi compagni non arriverà mai in meta.

Sotto l’aspetto caratteriale:

  • insegna la lealtà e il rispetto (verso avversari, compagni, arbitri, educatori, regole): difficilmente vedrete i giocatori protestare, simulare un fallo o commettere deliberatamente scorrettezze, non rialzarsi prontamente, non aiutare un compagno o un avversario a terra;
  • aiuta a socializzare: i bambini timidi e timorosi traggono più confidenza con se stessi e verso gli altri, i più irruenti imparano a frenare e canalizzare nel gioco regolamentato la propria vivacità. Il rugby contribuisce a dare consapevolezza di sé e sicurezza.

Il mini rugby facilita anche l’integrazione: le bambine fino ai dodici anni giocano con i maschi; i bambini diversamente abili sono integrati nel gioco.

Sotto l’aspetto motorio, va sottolineato come il mini rugby offra una varietà di movimenti che, mentre contribuisce a sviluppare molteplici capacità motorie, in quanto tutte le parti del corpo sono coinvolte, nello stesso tempo mantiene alto l’interesse del bambino al gioco.

Come per altri sport, anche il mini rugby ha il suo tabù da sfatare, in altre parole: “il mini rugby è violento”. Il rugby è uno sport di contatto  col terreno con gli avversari e con i compagni. Però, le regole del gioco eliminano parte dei contatti del rugby (non esiste la mischia, il frontino è vietato); gli educatori insegnano i movimenti opportuni per andare a contatto. Il rischio di subire, botte, fratture, etc. è più basso che in altri giochi.


Qualche osservazione

Il minirugby, è detto anche “rugby educativo”.  È indicativo che sia chiamato così, e questa definizione ne esprime la vocazione. Scontrarsi senza cattiveria, cadere e rialzarsi, sostenere sempre l’azione di gioco del compagno e condividere il terzo tempo, sono momenti educativi che trasmettono ai ragazzi il valore del rispetto e della cooperazione.

Aggiungo però che “educativo” il mini rugby – oltre che per i bambini – può esserlo soprattutto  per noi adulti. Se noi sapremo osservare le dinamiche di relazione tra i bambini, i bambini e gli educatori, i bambini e l’arbitro, restando a bordo campo a gioire del loro divertimento senza invadere il loro territorio con apprezzamenti, urla e insulti, avremo tratto dal gioco-sport una benefica lezione da portare nella vita di tutti i giorni.


ESERCIZIO

Ai rugbisti si richiede una grande forza fisica, velocità, resistenza, agilità e perfetta conoscenza e padronanza del proprio corpo. I giocatori imparano ad essere, fin da giovani, oltre che psicologicamente solidi, rispettosi dei compagni e avversari.

CARATTERE

Il rugby è lo sport che, più di ogni altro, insegna la più assoluta lealtà nei confronti dell’avversario: senza questa lealtà il gioco cesserebbe di esistere. Spirito di squadra, autocontrollo, coraggio e lealtà sono quindi le qualità indispensabili per divenire un rugbista.

CURIOSITA’

La palla all’inizio non aveva l’attuale forma ovale e oblunga, era tonda ed era formata da una vescica di maiale gonfiata e rivestita con quattro pezze di pellame cucite insieme. Solo in seguito si è ricorso alle camere d’aria in gomma e alle strisce in cuoio.



GLI ALLENATORI

VALENTINA, ADAM, MIRKO, GIANNI E DONATO

Aggiungo però che “educativo” il mini rugby – oltre che per i bambini – può esserlo soprattutto  per noi adulti. Se noi sapremo osservare le dinamiche di relazione tra i bambini, i bambini e gli educatori, i bambini e l’arbitro, restando a bordo campo a gioire del loro divertimento senza invadere il loro territorio con apprezzamenti, urla e insulti, avremo tratto dal gioco-sport una benefica lezione da portare nella vita di tutti i giorni.